Rita Molinaro | Dermopigmentazione
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Dermopigmentazione

La dermopigmentazione consiste nella deposizione all’interno della pelle di particelle di pigmento, attraverso degli aghi sterili monouso, al fine di migliorare l’aspetto, esaltare le caratteristiche, correggere le imperfezioni estetiche o ricreare le parti pigmentate mancanti.

 

Il campo di applicazione è ampio, dal conosciutissimo trucco permanente alle diverse possibilità per le correzioni di esiti da traumi o patologie;

 

Esiti dicromici da ustioni o acidi, incidenti stradali, cicatrici, vitiligine, labio palatoschisi, innesti cutanei, ricostruzioni post mastectomia e tutto quello che può trovare soluzione con un buon effetto ottico, paragonabile ad un Trompe Oeil. Il grado di preparazione del professionista deve spaziare in molte branchie, non solo l’aspetto progettuale ed artistico che comprende diversità di esigenze morfologiche e culturali, ma di estrema importanza la parte igienica e la comunicazione con il mondo medico per la completa tutela della salute del richiedente, senza trascendere mai l’aspetto etico che questa professione compete. Generalmente il risultato desiderato si ottiene in due sedute, eseguite a distanza di almeno 8 settimane.

 

Il tipo di disegno e il colore vengono scelti concordemente tra l’operatore e l’utente, fermo restando che, a seconda del tipo di pelle, della sua reazione, dell’esposizione ai raggi solari, e di applicazioni esfolianti o traumatizzanti successivi, possono esserci leggere variazioni della tonalità. Anche la persistenza è variabile da individuo a individuo: la scomparsa completa è rara, e in genere sono necessari dei ritocchi per mantenere brillante il risultato.

 

I colori usati devono essere atossici, ipoallergenici, sterili, possedere tutti i requisiti richiesti dalla normativa europea (ReSap 2008/1) ed è un diritto del consumatore richiedere tutte le informazioni necessarie sui protocolli operativi, attrezzature e formazione del professionista individuato. Dal canto suo il consumatore ha il dovere di informare l’operatore di eventuali patologie in atto e farmaci assunti che potrebbero interferire con il risultato.

Rita Molinaro